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Giovedì, 16 Giugno 2016 14:10

I diritti del coniuge

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coniugeIl coniuge del de cuius è una figura che nel corso degli anni è stata oggetto di più valutazioni, rivalutazioni tant' è che ai giorni nostri si può dire che abbia un' importanza maggiore. Con la riforma del diritto di famiglia del 1975 possiamo dire che il coniuge oggi gode di maggiori diritti. Il coniuge ha per diritto almeno ad 1/3 dell' eredità (quando concorrono al patrimonio più figli) oppure anche ad 1/2 nel caso vi sia insieme al coniuge un unico figlio.

Il coniuge come sappiamo non ha un legame diretto di parentela col de cuius come possono averlo i figli, i nipoti, i genitori, fratelli, nonni ecc. Il coniuge dunque ha diritto a ricevere l' intera eredità solamente quando il de cuius non lasci figli, ascendenti o discendenti legittimi, fratelli o sorelle così come stabilisce l' art. 583 del codice civile.

Art. 583 del Codice Civile

"In mancanza di figli legittimi o naturali, di ascendenti, di fratelli o sorelle, al coniuge si devolve tutta l' eredità"

Se il coniuge concorre con altri parenti del de cuius (genitori, ascendenti, fratelli o sorelle) ha diritto ai 2/3 del patrimonio ereditario.

Art. 582 del Codice Civile

"Al coniuge sono devoluti due terzi dell' eredità se egli concorre con ascendenti legittimi o con fratelli e sorelle anche se unilaterali, ovvero con gli uni e con gli altri"

Nel caso in cui il de cuius lasci un genitore, un fratello ed il proprio coniuge, senza lasciare figli , il coniuge ha diritto ai 2/3 dell' asse ereditario. Queste quote qualsiasi sia il numero dei fratelli e dei genitori. In caso di più fratelli il dodicesimo andrà diviso in più quote. Nel caso che rimangano 2 genitori si divideranno tra loro i 3/12.

Se il coniuge concorre con uno o più genitori a lui spettano sempre i 2/3 ed ai genitori 1/3. Se il coniuge concorre con un fratello del de cuius a quest' ultimo spetterà 1/3 dell' eredità mentre al coniuge sempre 2/3. Facciamo attenzione che in tutti gli esempi su fatti non vi sono figli del de cuius. Infatti inpresenza di figli le cose cambiano.

Nel caso che dopo la morte del de cuius rimanga coniuge + un figlio il patrimonio si divide in parti uguali, quindi 1/2 a testa. Nel caso che ci sia coniuge e più figli a questi ultimi spetterà una quota dei 2/3 da dividersi tra loro mentre al coniuge spetta 1/3.

Art. 581 del Codice Civile

"Quando con il coniuge concorrono i figli legittimi o naturali, o figli legittimi e naturali, il coniuge ha diritto alla metà dell' eredità se alla successione concorre un figlio, a un terzo negli altri casi"

Se al de cuius rimangono coniuge ed un figlio l' eredità viene divisa in parti uguali e quindi 1/2 a testa. Se insieme al coniuge concorrono più figli a questi ultimi vanno i 2/3 da spartirsi in parti uguali ed 1/3 va al coniuge.

Il coniuge rimasto in vita oltre alla sua quota legittima ha diritto anche all' uso dell' abitazione della casa coniugale.

Art. 540 comma 2 Codice Civile

"Al coniuge, anche quando concorra con altri chiamati, sono riservati il diritto di abitazione sulla residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, se di proprietà del defunto o comuni. Tali diritti gravano sulla porzione disponibile e qualora questa non sia sufficiente, per il rimanente sulla quota di riserva del coniuge ed eventualmente sulla quota riservata ai figli".

In poche parole il coniuge ha diritto di continuare a vivere nella residenza familiare anche se ora in comproprietà con i figli. Il coniuge ha diritto di abitare ed utilizzare tutta la casa non solo il terzo che per legge le appartiene.

COSA PREVEDE LA LEGGE NEL CASO CHE DUE CONIUGI SIANO SEPARATI?

Anche se due coniugi si separano il vincolo matrinomiale non viene eliminato ma semplicemente attenuato. Infatti i coniugi separati possono vivere separati appunto ma non possono risposarsi. C'è una cosa importante da dire e cioé che i diritti rimangono invariati solo per il coniuge a cui non sia stata addebitata la colpa.

Art. 585 del Codice Civile

"Il coniuge cui non è stata addebitata la separazione con sentenza passata in giudicato ha gli stessi diritti del coniuge non separato"

Se il coniuge è stato ritenuto colpevole ha diritto solamente ad un assegno vitalizio e solo nel caso che prima della morte del coniuge ricevesse gli alimenti.

Art. 548 comma 2 Codice Civile

"Il coniuge cui è stata addebitata la separazione con sentenza passata in giudicato ha diritto soltanto a un assegno vitalizio se al momento dell' apertura della successione godeva degli alimenti a carico del coniuge deceduto. L' assegno è commisurato alle sostanze ereditarie e alla qualità e al numero degli eredi legittimi, e non è comunque di entità superiore a quella della prestazione alimentare goduta. La medesima disposizione si applica nel caso in cui la separazione sia stata addebitata a entrambi i coniugi"

Come ho detto prima la separazione non comporta lo scioglimento del matrimonio ma diciamo che lo attenua. I coniugi separati pertanto sono liberi di riappacificarsi e quindi tornare a vivere insieme. Questo gesto di riappacificazione ed il tornare dunque a vivere insieme elimina gli effetti della separazione anche ai fini della successione In pratica diciamo che la situazione si ristabilisce come se i coniugi non fossero mai stati separati.

E' sempre consigliabile ad ogni modo onde evitare spiacevoli incomprensioni e conseguenze mettere per iscritto l' intenzione di riappacificarsi con delle firme.

Nel caso che dopo la separazione si raggiunga il divorzio le cose sotto il punto di vista della successione cambiano radicalmente. Infatti con il divorzio il matrimonio viene sciolto completamente e si vengono a perdere per entrambi i coniugi tutti i diritti.

MATRIMONIO NULLO

Affinché un matrimonio dichiarato nullo non elimini i diritti successori è necessario che vi siano tre condizioni temporaneamente.

  1. Nullità dichiarata dopo il matrimonio;
  2. coniuge superstite in buona fede, non consapevole di aver contratto matrimonio nullo;
  3. non lasciare oltre al coniuge putativo anche un altro coniuge

Il matrimonio nullo viene preso in considerazione dall' art. 584 del codice civile.

Art. 584 Codice Civile

"Quando il matrimonio è stato dichiarato nullo dopo la morte di uno dei coniugi, al coniuge superstite di buona fede spetta la quota attribuita al coniuge dalle disposizioni che precedono. Egli è però escluso dall' eredità quando la persona della cui eredità si tratta è legata da valido matrimonio al momento della morte"

I DIRITTI DELLO STATO

Per concludere, vorrei dare qualche breve informazione nel caso che il de cuius non abbia parenti entro il 6° grado e che non abbia fatto regolare testamento. In questo raro caso la legge prevede che l' eredità si devolga allo Stato, così come prevede l' Art. 586 del codice civile.

Art. 586 Codice Civile

"In mancanza d' altri succedibili, l' eredità è devoluta allo Stato. l' acquisto si opera di diritto senza bisogno di accettazione e non può farsi luogo a rinuncia. Lo Stato non risponde dei debiti ereditari e dei legati oltre il valore dei beni acquistati".

Naturalmente come si potrà immagginare il caso che lo Stato erediti i beni di un privato è un caso limite in quanto quasi mai succede che una persona non abbia nessun parente e che contemporaneamente non abbia provveduto a lasciare tramite un testamento i suoi beni ad un amico o a un altra persona qualsiasi.

QUOTE SPETTANTI PER LEGGE AL CONIUGE

Si possono presentare più casi relativamente alle quote spettanti al coniuge. A differenza dei figli che in assenza del coniuge del de cuius, per legge, ereditano l' intero patrimonio, il coniuge in assenza dei figli del de cuius, per legge non va ad ereditare l' intero patrimonio, ma va a concorrere con eventuali fratelli o genitori del de cuius. Vediamo di seguito quali casi si possono presentare.

  • SE CONCORRE CON UN SOLO FIGLIO

Nel caso di successione legittima e in presenza di un figio del de cuius che concorre col coniuge superstite a quest' ultimo spetta la metà del patrimonio. L' altra metà andrà al figlio unico del de cuius.

  • SE CONCORRE CON PIÙ FIGLI

Nel caso che il coniuge concorra con più figli del de cuius, 1/3 andrà al coniuge superstite mentre gli altri 2/3 si divideranno tra i figli del de cuius.

  • SE CONCORRE CON I GENITORI O ASCENDENTI DEL DE CUIUS

In questo caso i 2/3 del patrimonio vanno al coniuge superstite, mentre l' altro terzo si dividerà in parti uguali tra i genitori o ascendenti del de cuius in mancanza dei genitori di quest' ultimo. Nel caso in cui il de cuius non lasci né prole né fratelli/sorelle né genitori succedono gli ascendenti; in particolare succedono per una metà gli ascendenti della linea paterna e per l’altra metà gli ascendenti della linea materna se sono di pari grado. Se gli ascendenti non sono di uguale grado l’eredità è devoluta al più vicino in grado senza distinzione di linea.

  • SE CONCORRE CON FRATELLI O SORELLE DEL DE CUIUS

In questo caso i 2/3 del patrimonio vanno al coniuge superstite, mentre l' altro terzo si dividerà in parti uguali tra i fratelli o sorelle del de cuius in parti uguali tra loro.

  • SE CONCORRE CON FRATELLI O SORELLE DEL DE CUIUS, GENITORI O ASCENDENTI

In questo caso i 2/3 del patrimonio vanno al coniuge superstite, mentre l' altro terzo si dividerà tra genitori, ascendenti e fratelli. Agli ascendenti in questo caso spetta comunque 1/4 della quota del de cuius.

  • SE NON CONCORRE CON FIGLI, GENITORI O ASCENDENTI O FRATELLI DEL DE CUIUS

In questo caso tutto il patrimonio spetta per *legge al coniuge superstite.

Vorrei fare una precisazione. Quando scrivo che per *legge significa che la legge prevede questo in assenza di testamento. Quando vi è testamento infatti le cose potrebbero andare diversamente. Infatti attraverso il testamento il de cuius può decidere di devolvere la sua quota disponibile a chiunque. La quota disponibile non è altro che una quota di cui il de cuius può disporre liberamente in favore di chiunque, anche di una persona completamente estranea.

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